Giustizia. Prima e oltre la legalità

Presentazione

Giustizia. Prima e oltre la legalità

di p. Vincenzo Sibilio S.I.

Mentre mi accingevo a preparare questa presentazione, mi sono trovato dinnanzi alla parola del profeta Daniele: «i saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e coloro che avranno indotto molti alla giustizia, risplenderanno come le stelle per sempre» (Dan 12,3).

Mi sono chiesto cosa avesse a che fare questa parola con noi, cosa potesse dire «indurre molti alla giustizia» e se fosse questa la Parola che avrebbe potuto accompagnare questo numero di Cristiani nel Mondo.

Ricordandomi che un altro termine biblico che dice giustizia è misericordia, ho compreso che, per poter indurre altri alla giustizia, anzitutto devo essere io uomo che ha sperimentato nella sua carne la giustizia-misericordia, uomo affamato e assetato di giustizia che è pronto anche ad essere perseguitato per essa; ho compreso che il Dio che ha deciso di avere il cuore presso di me, misero, mi chiede di fare altrettanto: decidere di non avere più il mio cuore presso di me ma presso il piccolo, il povero, l’indifeso, l’impotente, il disoccupato, lo sradicato, il diverso. Lì, cioè, dove il Signore Gesù Cristo è e si cela e si manifesta.

Gli articoli, le interviste, le esperienze che presentiamo sono proprio in questa linea e fanno da sostegno ad una nostra ulteriore personale e comunitaria riflessione sul nostro tempo, sulla realtà che stiamo vivendo, sulla protervia che tenta di calpestare ogni giustizia, su chi si appella all’osservanza farisaica della legge (che spesso è fatta a proprio uso e consumo da chi ha il potere e lo utilizza per il proprio interesse soltanto), invocando il rispetto della legalità e dimenticando che la pura legalità senza la giustizia e la misericordia, crea uno stato repressivo, uno stato “etico” dove la legge è del più forte e dove, per legge, il povero viene messo alla porta o ributtato in mare.

Con questo numero, vorremmo offrire a tutti i nostri lettori un’occasione per riflettere che la giustizia è ben prima della legalità e va ben oltre e che si basa sul comandamento fondamentale di Dio: «tu non ucciderai. Io ti chiedo conto di tuo fratello chiunque egli sia e a qualunque popolo, razza, religione appartenga».

E dell’altro ad esso connesso: «la terra è Mia e la do a chiunque, abbattendo ogni barriera, ogni limite, ogni confine.

Se tu vivrai così, Io sarò il tuo Dio e tuo sarai il mio popolo».

 

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno accettato di dare il loro contributo altamente qualificato e in particolare al Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso al quale mi lega una profonda stima di anni e che, nonostante i suoi molteplici impegni, non si è sottratto a rilasciare la bella e articolata intervista.

Giustizia. Prima e oltre la legalità

La Giustizia nella Bibbia

di p. Giancarlo Gola S.I.

La Bibbia non considera giustizia la conformità alla norma ma la qualità delle relazioni, in cui è centrale il concetto di alterità: riconoscere, rispettare e promuovere l’altro; questo però non è un movimento spontaneo ma difficile. “Violenza! Oppressione!” è il grido di denuncia verso l’ingiustizia in atto (Ger 20,8;Abac 1,2-3).

Indagare sulle mafie. A colloquio con Piero Grasso

di Antonella Palermo

Piero Grasso è Procuratore Nazionale Antimafia dall’ottobre 2005. Di origine licatese (Ag), entra in magistratura nel 1969. Intorno alla metà degli anni settanta si occupa di indagini sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità organizzata. Nel 1984 ricopre l’incarico di giudice a latere nel primo Maxiprocesso a ‘Cosa Nostra’, 475 imputati. Conclusosi il maxiprocesso, Grasso viene nominato consulente della Commissione antimafia. In seguito viene nominato consigliere al Ministero di Grazia e Giustizia – che chiamò anche Giovanni Falcone alla Direzione Affari Penali – e componente della Commissione centrale per i pentiti. Diventa poi Procuratore aggiunto presso la Procura nazionale antimafia, applicato nelle Procure di Palermo e Firenze.

Un Magistrato tra noi

a cura della Redazione

Proponiamo una intervista a Giovanni Conzo membro della CVX del Gesù Nuovo di Napoli e Magistrato della stessa città in servizio alla Direzione Distrettuale Antimafia si tratta di una testimonianza dall’interno della comunità su “una vita da cristiano in una realtà lavorativa e sociale di particolare delicatezza”.

Educare alla legalità

don Luigi Merola

Era il 4 ottobre 1991, festa di San Francesco d’Assisi, quando il presidente della Commissione ecclesiale Giustizia e Pace della CEI, Giovanni Volta, firmò il documento: “Educare alla legalità”. Sono passati diciotto anni da quella data e l’Italia ancora utilizza questo termine legalità come una meta da conquistare e ancora da raggiungere. […]

Educare alla legalità. Una via della resistenza oggi in Italia

di Guido Chiaretti e Paola Saporiti

Fu quattro anni fa che, come semplice cittadino che fa volontariato in carcere, socio della associazione di volontariato penitenziario Sesta Opera San Fedele di Milano, preparando il materiale per un seminario su carcere e giustizia in Italia, mi resi conto della gravità della situazione italiana riguardo alla illegalità vissuta e praticata dalle persone che abitano in questo nostro paese.

Giustizia, immigrazione, politica: una questione di equilibrio

CVX di Bergamo

Quando dalla redazione di Cristiani nel Mondo abbiamo ricevuto l’invito a scrivere una testimonianza sul tema “Lega Nord e legalità”, abbiamo avuto la tentazione di non accettare: la provocazione ci sembrava fuori luogo all’interno della Comunità di Vita Cristiana, così come alcuni interventi dichiaratamente contro la Lega Nord che negli ultimi anni ci è capitato di ascoltare nei convegni nazionali. Riteniamo infatti che non sia nostro compito né appartenga al nostro stile demonizzare un fenomeno politico che trova così ampio consenso in numerose fasce della popolazione. Abbiamo accolto l’invito convinti, in comunità, che forse poter dire la nostra sarebbe risultato utile, a noi per confrontarci apertamente su un tema così delicato, a tutta la CVX per ricevere una chiave di lettura di chi vive quotidianamente immerso in una società del nord, dove spesso convivono amministrazioni leghiste e forti dinamiche immigratorie. Ci siamo così dati del tempo per la riflessione personale e per il confronto comunitario: la testimonianza che segue è frutto di un lavoro condiviso e tiene conto di una pluralità di posizioni che costituisco no la coscienza della nostra CVX locale. […]

Legalità e immigrazione

di Alfonso Cinquemani

Uno ‘scontro’ di due illegalità. La testimonianza di Palermo.

Ali bruciate. I bambini di Scampia

di Antonella Palermo

Ali bruciate (ed. Paoline, 2009) è un libro di Davide Cerullo e don Alessandro Pronzato. Davide Cerullo ha ora 36 anni, si adopera per far conoscere la sua storia di conversione e di riabilitazione alla vita sociale, per portare il messaggio del Vangelo a chi vuole incontrarlo e per educare i giovani alla legalità. Cerca di farconoscere’ – a partire dai suoi figli – figure come i giudici Falcone e Borsellino, che vivono nella sua memoria, nelle sue ore, nella sua vita. E che lui ama definire ‘grandissimi amici’.

Presentiamo un libro

Dire camorra oggi

a cura di p. Domenico Pizzuti S.I.

Gli studi raccolti nel volume “Dire camorra oggi” (G.Di Gennaro e D.Pizzuti, Guida Ed., Napoli 2009), a cura di due sociologi napoletani, sono un importante contributo per un monitoraggio analitico ed interpretativo del fenomeno della criminalità organizzata in Campania, che per la sua durata, persistenza, pervasività, radicamento nel tessuto sociale  richiede adeguate categorie interpretative al di là delle rappresentazioni diffuse nell’immaginario collettivo.